La Professione

La professione di interprete di conferenza è chiaramente definita a livello internazionale e nazionale. Le definizioni che seguono sono tratte da bandi di concorso dell’UE, dai siti istituzionali di Istituzioni europee e dalla Norma UNI, approvata nel settembre 2015.

Gli interpreti di conferenza assicurano un’interpretazione fedele delle discussioni che si svolgono in riunioni di diversa natura. Gli interpreti sono tenuti a prepararsi sui temi delle riunioni e a studiarne la relativa terminologia.

Un interprete di conferenza si occupa esclusivamente di comunicazione orale: trasmette un messaggio da una lingua ad un'altra in modo fluido e naturale, adottando il modo di parlare, il tono e le convinzioni dell'oratore e parlando in prima persona.

L’interprete analizza, durante l’ascolto, ciò che viene detto dai partecipanti, al fine di individuarne contenuti, concetti e intenzioni comunicative, la loro articolazione a livello argomentativo e informativo, le caratteristiche formali a livello retorico e di registro linguistico e l’intenzione comunicativa; e produce enunciati nella lingua-cultura di arrivo secondo le caratteristiche della situazione comunicativa (ruolo e funzione dei partecipanti, argomento, finalità perseguita).

Il lavoro di interprete richiede eccezionali capacità di adattamento (riunioni frequenti e su argomenti diversi, orari irregolari), la capacità di comprendere problemi di varia natura e spesso complessi, di reagire rapidamente alle mutate circostanze e di comunicare efficacemente. Gli interpreti devono essere in grado di lavorare spesso sotto pressione, sia autonomamente sia in gruppo, e di adattarsi a un ambiente di lavoro multiculturale. Nel corso di tutta la loro carriera gli interpreti devono perfezionare le proprie capacità professionali, anche per quanto riguarda le nuove tecnologie.

Alcuni termini utili per capire il lavoro dell’interprete:

Combinazione linguistica: le lingue che l’interprete di conferenza utilizza nel proprio lavoro. Le lingue di lavoro si suddividono in lingue «attive» e lingue «passive» e sono definite di seguito come lingue «A», «B» o «C».

Lingua «A»: la lingua principale (la lingua madre o un’altra lingua esattamente equivalente) di cui l’interprete ha una padronanza perfetta e verso cui interpreta a partire da tutte le sue lingue di lavoro, sia in modo simultaneo che consecutivo.

Lingua «B»: una lingua della quale l’interprete ha una padronanza completa, senza che essa sia la sua lingua principale, e dalla quale e verso la quale interpreta dalla lingua A, sia in modo simultaneo che consecutivo.

Lingua «C»: lingua dalla quale l’interprete interpreta e della quale ha piena comprensione.

Interpretazione simultanea: l'interpretazione avviene in contemporanea con il discorso dell’oratore. L'interprete lavora in una cabina isolata acusticamente con almeno un collega. Nella sala riunioni l'oratore parla al microfono, l'interprete riceve il suono attraverso le cuffie e traduce il discorso con un minimo scarto temporale, detto décalage, parlando a sua volta al microfono. Nell’interpretazione simultanea l’elevata concentrazione, la densità dell’informazione, la velocità di eloquio e di elaborazione richiedono che gli interpreti traducano in turni di 20/30 minuti. In determinate situazioni comunicative ci si può avvalere di eventuali altri ausili tecnologici di supporto all’interpretazione simultanea, a condizione che la qualità della stessa non sia compromessa.

Interpretazione consecutiva: L'interpretazione inizia dopo che l'oratore ha finito di parlare.

L'interprete siede insieme ai delegati, ascolta il discorso e, alla fine, lo riproduce in un'altra lingua, in genere prendendo appunti. L’interpretazione consecutiva rimane importante per un certo tipo di riunioni (ad esempio, convegni dal contenuto altamente tecnico, pranzi di lavoro, gruppi ristretti, viaggi fuori sede). Mentre parla l’oratore l’interprete, presente tra i partecipanti, ascolta, analizza, memorizza quanto viene detto, prendendo eventualmente appunti secondo un apposito sistema di notazione, e procede poi alla trasposizione nella lingua-cultura di arrivo. Gli interpreti esperti sono in grado di riprodurre con grande accuratezza discorsi di 10 minuti o più.

Lo chuchotage: L’interpretazione simultanea sussurrata.

L'interprete è in piedi o seduto accanto ai delegati ed effettua l'interpretazione parlando direttamente all'orecchio di questi ultimi. L’interpretazione in chuchotage può essere utilizzata solo per un numero ristretto di delegati che sono, seduti o in piedi, molto vicini tra di loro. Questa tecnica viene utilizzata nelle riunioni bilaterali o in gruppi in cui solo alcuni delegati non padroneggiano una lingua comune.

Per concludere:

Gli interpreti di conferenza prestano la propria opera nel settore pubblico e privato nell’ambito di riunioni, incontri, convegni e conferenze di natura politica, economica, giuridica, finanziaria, scientifica, culturale, religiosa ecc. e nei media, trasmettendo con accuratezza e nel registro richiesto dalla situazione comunicativa i concetti e l’intenzione comunicativa dei partecipanti. Possono esercitare la professione come libero professionista, dirigente o dipendente di un’organizzazione internazionale, di un organismo o un’istituzione nazionale o di un’amministrazione pubblica, o mediante altre formule contrattuali previste dalla normativa vigente.

Per chi desidera approfondire: le pagine della Direzione Generale Interpretazione della Commissione Europea http://ec.europa.eu/dgs/scic/what-is-conference-in... o le pagine di AIIC World http://aiic.net/interpreting-explained


Recommended citation format:
AIIC. "La Professione". aiic-italia.it November 14, 2015. Accessed June 24, 2017. <http://aiic-italia.it/p/7459>.