Metti degli interpreti di conferenza e un BarCamp …

… così nasce la prima non conferenza per interpreti professionisti - di Marzia Sebastiani @ Comunica_Marzia

L'evento destrutturato: la non conferenza

La non conferenza (dall’inglese unconference) è una tipologia di evento in cui i partecipanti propongono i contenuti e contribuiscono alla loro creazione durante l’evento stesso, destrutturando il format della conferenza tradizionale. Gli argomenti di discussione non vengono prestabiliti in anticipo, ogni (!) partecipante prepara una presentazione interattiva e agli organizzatori compete pertanto più il ruolo di facilitatori della discussione. Non solo partecipanti dunque, ma soprattutto contributori accomunati dall’interesse per uno stesso ventaglio di tematiche che si mettono in discussione condividendo le proprie conoscenze seduti in cerchio in una sala. L'obiettivo è favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione di una modalità formativa esperienziale.

La non conferenza come modalità di gestione degli eventi partecipativi nasce alla fine degli anni '90 sulla base della tecnologia Open Space sviluppata da Harrison Owen e utilizzata in migliaia di incontri anche dalla Nasa. Nell'ultimo decennio sono nate diverse reti di non conferenze aperte, soprattutto nel settore del World Wide Web, dei software open source e dell'innovazione, tra cui i BarCamp. A settembre, per esempio, si è tenuto a Torino il BarCamp "La Città dell'Innovazione" per discutere di economia circolare e titolarità culturale.

Il primo BarCamp per interpreti

Questo è quel che mi interessa: ho allungato i momenti che negli altri film mi sono sembrati troppo brevi, i momenti in cui le persone si incontrano

— François Truffaut (regista)

Su iniziativa di alcuni colleghi interpreti prevalentemente di area germanica, tra cui il collega AIIC Alexander Drechsler, il 19-20 novembre 2016 a Monaco di Baviera è stato organizzato il primo Dolmetscher-BarCamp riservato solo al mondo degli interpreti di conferenza professionisti. L’idea di base è che le pause tra una sessione e l’altra dei convegni siano la parte più interessante e divertente per gli interpreti. È nelle pause che ci si incontra, confronta, si scambiano idee e nascono nuovi spunti di riflessione per la professione o, ancora, nuove collaborazioni. Perché non creare, dunque, un evento destrutturato con caselle vuote tutte da riempire?

Primo BarCamp per interpreti di conferenza professionisti

Detto, fatto ... interpretato

Secondo il modello del BarCamp, dopo alcune attività iniziali di presentazione, che hanno da subito favorito il networking e sono state guidate con creatività dagli organizzatori, ogni partecipante ha iniziato a illustrare dei possibili argomenti di discussione. E la bacheca si è presto popolata di tanti fogli colorati ricchi di proposte. Le tipiche prerogative di un interprete, quali la flessibilità, una buona dose di curiosità e la costante voglia di imparare, si sono rivelate ingredienti preziosi di una ricetta sfiziosa e ben riuscita: la non conferenza per interpreti. Tanti sono stati gli argomenti che hanno ricevuto numerosi 'voti' dai partecipanti-contributori e che si sono trasformati in vere e proprie sessioni di lavoro di mezzora o un'ora, a seconda dell'entità dei contenuti.

E così sono nati interessanti momenti di dibattito sui temi dell'innovazione come l’utilizzo delle app più avanzate per la gestione terminologica su tablet in simultanea, le prime esperienze dirette su alcune tecnologie emergenti come il remote interpreting alla presenza anche un importante PCO tedesco, il cloud-computing, per arrivare alla gestione del rapporto con i clienti, a come calcolare la redditività dei singoli incarichi con sofisticati fogli di calcolo e ai software gestionali per i liberi professionisti. Non sono mancati i temi più legati alla promozione delle soft skills, alla gestione della voce e alle tecniche di rilassamento ispirate allo yoga e alle pratiche di meditazione. Le tante sessioni parallele si sono rivelate molto arricchenti per la franchezza dimostrata da tutti i partecipanti e per l’evidente volontà di apprendere gli uni dagli altri.

Un modo nuovo per fare squadra tra interpreti professionisti?

A quando il prossimo? Al termine della prima giornata già la domanda ha iniziato a farsi strada tra un aperitivo e l'altro. La professione dell'interprete regala spesso esperienze uniche e grandi soddisfazioni, ma a volte si rischia di sentirsi un po' soli. I momenti di condivisione e, al contempo, di aggiornamento professionale non sempre incontrano perfettamente a livello di format e di contenuti gli interessi e le esigenze degli interpreti, che sono in costante divenire e richiedono un approccio multidisciplinare. In un'epoca in cui i consumatori diventano sempre più consapevoli e maturi, per trasformarsi spesso in ConsumAutori, per dirla alla Francesco Morace, c'è quindi sicuramente posto per forme sinergiche di scambio, quindi per le non conferenze, come strumento di dialogo partecipativo e collaborativo.


Recommended citation format:
AIIC. "Metti degli interpreti di conferenza e un BarCamp …". aiic-italia.it December 17, 2016. Accessed July 28, 2017. <http://aiic-italia.it/p/7824>.